Guardavalle è una cittadina del versante ionico delle Serre, posta al confine con le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Il suo centro storico si adagia, a circa 200 metri di altitudine, in una ampia conca esposta a Sud, attraversata dal fiume Patella. Bagnata dal Mare Jonio è Guardavalle Marina, sua frazione costiera, mentre a 1050 metri sorge Elce della Vecchia, la frazione montana. Il suo territorio, un lungo rettangolo che, partendo dal mare, raggiunge la dorsale appenninica, geograficamente partecipa di quel tozzo promontorio culminante con Punta Stilo, l’antico Cocynthum, che delimita a Sud il Golfo di Squillace e che si protende verso la Grecia: posizione strategica che vi favorì il sorgere e il fiorire della città magnogreca di Kaulon.

La fondazione di Guardavalle risale a circa 1300 anni addietro, quando gli abitanti delle città costiere magnogreche (e nel nostro caso di Kaulon), per sfuggire a invasione barbariche e ad incursioni piratesche, si trasferirono nell’interno, alla confluenza di due corsi d’acqua, in un’ampia conca esposta a Sud e nascosta agli occhi dei pirati e delle orde barbariche che dilagavano attraverso la pianura litoranea. Non bastando, però, questa difesa passiva, oltre al sistema delle torri costiere creato nel XVI secolo, si è dovuto fortificare per difendersi dalle ricorrenti incursioni. Delle sue 12 alte torri rimane ben poco:

La Torre Toscano è stata scriteriatamente diroccata nel 1948:la Torre del Crocco el a Torre Giordano sono state mozzate, radicalmente modificate e trasformate in abitazioni. Di alcune resta ormai solo il toponimo, di altre ancora si è persa anche la memoria. Intatta resta la torre di sopra guardia, fatta costruire nel 1486 da Carlo V, a Vinciarello. Il piano terra era adibito a scuderia, quello superiore serviva come alloggio per i soldati. Successivamente, nel ‘700, le scuderie vennero trasformate in magazzini oleari, le cui giare si possono ammirare nel giardino antistante le torre. Guardavalle è stato più volte saccheggiato dai Turcheschi e, a seguito delle incursioni del 1555 e del 1569, ad intercessione del Cardinale Sirleto, ottenne 10 anni di franchigia dalle collette fiscali. L'ultima incursione avvenne nell'estate del 1815.

Danni enormi riportò l’abitato di Guardavalle a seguito dei frequenti terremoti che affliggono la Calabria, regione altamente sismica. In particolare i sismi del 1659 e del 1783 rasero al suolo anche chiese, palazzi e torri. Nonostante il patrimonio architettonico e artistico sia stato da tanti eventi fortemente depauperato, l’abbondanza di quanto resta è un indice della laboriosità e della floridezza della comunità guardavallese, superiore anche come numero di abitanti a Stilo, centro amministrativo e politico della Contea cui Guardavalle apparteneva. Guardavalle seguì le vicende feudali di Stilo, di cui fu casale fino al 1799, allorquando, a seguito dell’ordinamento amministrativo del Generale Championnet, fu proclamato Comune autonomo.

Intorno alla Torre Vinciarello è sorta Guardavalle Marina, la frazione costiera che in questi anni si è trasformata in una moderna cittadina e apprezzato centro turistico, con 6 Km di spiagge; i circa 2200 abitanti della Marina, nell’estate, diventano più di 5000 per il flusso turistico che prende in fitto centinaia di appartamenti e che si riversa anche in tre grandi campeggi, posti in riva al mare: l’Internazionale, al confine con la vicina S. Caterina Jonio, il Vinciarello, a ridosso dell’omonima torre;il Villaggio Camping Faro Punta Stilo, a sud dell’abitato, l’Azienda Agrituristica Fassi, con scuola di equitazione, escursioni a cavallo, bungalow e ristorante. Né mancano ristoranti, alberghi, negozi, lidi, discoteche e quanto altro serve ad una moderna comunità. Ristoranti tipici, inoltre, sorgono in posizione panoramica su “Timpone della Torre”e “Timpone Purrazzuso”, i poggi che sovrastano Guardavalle Marina, e dove è possibile gustare tutte le specialità gastronomiche locali.

Per la particolare situazione geografica, con la parte più alta della Catena Appenninica delle Serre che blocca l’accesso alle perturbazioni occidentali, questa è la parte d’Italia dove piove di meno, con un clima dolcissimo, caratterizzato da una lunghissima estate e da un inverno quasi inesistente. La temperatura media di  18,50 gradi è tra le più alte d’Europa. Il clima secco e ventilato giova alla cura delle malattie respiratorie.Un clima e una natura incontaminati che, di certo, favoriscono la longevità: nel 1995 ben tre anziani guardavallesi hanno compiuto i 100 anni in buona salute, una nel 1996 ed un altro nel 1997.Nel breve spazio di pochi chilometri si possono risalire un migliaio di metri di quota, passando da ampie spiagge e da un mare pescoso e cristallino fino ai 1350 metri di Monte Pecoraro ed ai fitti boschi di faggi, pini ed abeti, passando attraverso colline alberate di mandorli, uliveti, vigneti, agrumeti e boschi di querce, lecci, corbezzoli, eriche, allori, tipici della macchia mediterranea, odorosa di timo, salvia, lavanda, rosmarino,  mentuccia, cisto e ginestre sempre fiorite e profumate.Un clima, una natura, una tradizione millenaria che, come al tempo degli antenati magnogreci,  considera sacra l’ospitalità, giustificano ampiamente una vacanza a Guardavalle. Vacanza che non significa solo mare, sole, natura, ma anche un rapporto umano con la realtà locale, con i suoi sentimenti con il suo patrimonio di folclore, arte, storia, civiltà e cultura.

 
 

 

 

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