Il Cardinale Sirleto

 

Nel secolo XVI, Guardavalle, adagiata fin dal mille sul declivo del monte Consolino, era già una cittadina culturalmente vivace ed economicamente evoluta. Qui, nel 1514, nacque Guglielmo Sirleto, d'indole mite, di forte memoria ma di salute gracile. Compì i primi studi con gli eruditi greci di Calabria.
A Napoli studiò filosofia, lingue, storia, diritto. Intorno al 1539 si trasferì nella Roma dei Papi mecenati ed entrò in relazione con i circoli culturali del tempo. Il Cardinale Marcello Cervini scoprì i talenti di erudizione e di bontà del giovane e lo introdusse nella Biblioteca Vaticana. Durante il Concilio di Trento (1545-1563), divenne consultore scentifico dei legati papali Cervini, Seripando, Morone. Contemporaneamente cominciò a preparare una edizione critica della Bibbia. Papa Giulio III, nel 1554, lo nominò "custode della Biblioteca Apostolica Vaticana. Quando l'amico Cardinale Cervini divenne Papa Marcello II, il Sirleto fu promosso "Referendario dei memoriali". Nel 1557 Paolo IV lo creò Protonotario Apostolico e fu "familiare" pontificio. Il 12 Marzo 1565 Guglielmo Sirleto ebbe la nomina a Cardinale da Pio IV.
Nel conclave del dicembre 1565 San Carlo Borromeo si adoperò perchè il Sirleto divenisse Papa. Il nostro si allarmò per l'alta dignità e pregò che gli risparmiassero il peso del papato, anche per la malferma salute: la candidatura sfumò. Il 6 settembre 1566 fù nominato Vescovo di S. Marco Argentano. Guglielmo scese in diocesi, ma dopo un anno fu richiamato a Roma. Il 27 febbraio 1568 Papa Pio V lo trasferì alla diocesi di Squillace che fu governata attraverso il vicario generale, il nipote Marcello fino al 15 aprile 1573. Liberatosi dagli impegni diocesani, si dedicò con passione al lavoro della Curia Romana e della Biblioteca Vaticana in qualità di Protettore. Partecipò alla preparazione del Catechismo Romano, alla riforma del Breviario, del Messale, fu a capo di numerose congregazioni di cardinali.
Nel conclave del 1572 San Carlo Borromeo tentò, ancora una volta, di procurare al Sirleto la tiara papale, invano. Anche nel conclave del 1585 diversi cardinali volevano che Sirleto divenisse pontefice, ma si era al crepuscolo. Sotto il pontificato di Gregorio XIII, Sirleto presiedette alla riforma del calendario, del Martirologio, alla fondazione di numerosi collegi nazionali. Vastissima ed inedita la produzione scietifica di contenuto biblico, storico, canonistico. Guglielmo Sirleto amò la Calabria, amò la sua diocesi di Squillace, amò Guardavalle, cui procurò vantaggi politici ed economici.PDon Emidio Commodoro, docente di Storia della Chiesa (ITC) per suo riguardo la cittadina fu esonerata dal vicerè della Calabria il Conte di Sarno dall'obbligo di dare ospitalità alle truppe militari in transito. Il 15 luglio 1569 15 galere turche devastarono Guardavalle.
Il cardinale intervenne presso il re di Spagna ed ottenne l'esenzione delle tasse per 10 anni. Quando il 6 ottobre 1585, domenica, si spense, la Roma dei poveri e degli eruditi volle un epigrafe funeraria che lo ricordasse come uomo generoso, dispensiere di cultura, espertissimo nelle discipline umane, ancor più nella scienza di Dio. S. Lorenzo in Panisperna in Roma ne custodisce le spoglie. 

Don Emidio Commodaro

 

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